Lampade fluorescenti in acquario

Scopriamo la tradizionale fonte luminosa per i nostri acquari.

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Fosfòri nelle lampade fluorescenti

Arriviamo ora ad una parte più interessante agli acquariofili, dopo aver visto come funzionano le lampade fluorescenti e come accenderle.

I fosfòri, infatti, sono quelle sostanze applicate all’interno del tubo (che non vediamo dall’esterno come una patina biancastra) che convertono la luce ultravioletta in luce di varie lunghezze d’onda visibili, del tutto sicure.

Nota: non confondere i fosfòri con il fòsforo, ovvero l’elemento chimico (quello dei fosfati, in acquario). L’origine del nome è simile (portatore di luce), ma sono sostanze completamente diverse!
Nel seguito dell’articolo omettiamo l’accento, dando per scontato il riferimento ai fosfòri.

La composizione dei vari fosfori determinerà, quindi, la composizione dello spettro di emissione della lampada e, quindi, la luce che essa emetterà.

Classificazione delle lampade in base ai fosfori

La composizione dei fosfori è suddivisibile sostanzialmente in tre tipologie, per le lampade da illuminazione comuni. Vediamole!

  1. Lampade a singolo fosforo: sono quelle più vecchie e hanno una bassa resa cromatica. Oggigiorno è difficile reperirle in commercio, poiché sono superate da lampade che rendono molto meglio a prezzi comunque bassi.
    Sono identificate da un codice di tre cifre, con la prima cifra uguale a 6 o 7. Ad esempio, le lampade 630 o 760 sono lampade a singolo fosforo.
  2. Lampade trifosforo: sono quelle attualmente più diffuse, hanno una buona resa cromatica e un prezzo accessibilissimo.
    Sono identificate da un codice sempre di tre cifre, ma con la prima cifra uguale a 8. Ad esempio, le lampade 827 o 865 sono lampade trifosforo.
  3. Lampade pentafosforo: sono quelle che emettono una luce con la resa migliore a scapito di un prezzo più alto e di un’intensità luminosa leggermente più bassa. La differenza rispetto alle trifosforo è modesta ma per alcuni usi sono preferibili le pentafosforo.
    Come le altre lampade, sono identificate da un codice di tre cifre, con la prima cifra uguale a 9. Ad esempio, la lampada 960 è una lampada pentafosforo.

Temperatura di colore

Nel caso ve lo foste chiesti, la seconda e la terza cifra del codice indicano la temperatura di colore in centinaia di kelvin (K). Ad esempio, una lampada 827 sarà una trifosforo a 2700 kelvin, mentre una lampada 980 sarà una pentafosforo a 8000 K.

Temperature di colore
Alcune comuni temperature di colore.

Spettri di emissione

Possiamo ora guardare alcuni spettri di emissione delle lampade per illuminazione comune, di cui abbiamo appena parlato.

Nel dettaglio, possiamo notare alcune caratteristiche:

  • la “piattezza” dello spettro della lampada a singolo fosforo;
  • i tre picchi principali nelle lampade trifosforo;
  • i cinque picchi nelle lampade pentafosforo;
  • a temperatura di colore più bassa corrisponde uno spettro con componenti più significative verso la parte destra (giallo-arancione-rosso); viceversa a temperatura di colore più alta corrisponde uno spettro più spostato verso la parte sinistra (viola, blu, ciano).

Lampade non per illuminotecnica

Oltre a queste macro-suddivisioni, esistono tipologie speciali di fosfori, per usi speciali. Per esempio, ci sono le lampade fluorescenti monocromatiche (rosse, verdi etc), lampade nei vicini UV (lampade di Wood), lampade per esposizione di pesci e carni, che ne esaltano i colori, fino alle lampade proprio per acquariofilia.