Lampade fluorescenti in acquario

Scopriamo la tradizionale fonte luminosa per i nostri acquari.

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Problemi comuni con le lampade fluorescenti

Ho raccolto di seguito alcuni fra i problemi più comuni che gli acquariofili incontrano con le lampade fluorescenti.
Se ne ho saltato qualcuno che ritenete importante, fatemelo sapere nel forum 🙂

Aumentare la potenza delle luci dell’acquario

Come abbiamo visto dalle tabelle, eccetto per le CFL, data una certa lunghezza della lampada, la potenza è fissa.
Ad esempio, un neon T8 da 89.5 cm avrà sempre una potenza di 30 watt, mentre un T5/J5 da 120 cm avrà sempre una potenza di 54 W.

Dunque è impossibile aumentare la potenza di illuminazione sostituendo il tubo con uno più potente ma della stessa lunghezza.

Elenco alcune alternative per aumentare la potenza installata:

  • se c’è posto, aumentare la lunghezza dei tubi: aumentando la lunghezza, la potenza sarà maggiore (tale soluzione è però raramente applicabile);
  • incrementare il numero di tubi fluorescenti installati, ricordando però che sarà necessario anche acquistare un’apposita centralina/ballast e le relative cuffie stagne, per i tubi aggiuntivi;
  • aggiungere altre fonti di illuminazione, come CFL o LED (questi ultimi, anche su barre o strisce).

Meglio i T5 o i T8, per gli acquari?

I T5 si differenziano dai T8 per le seguenti caratteristiche, che in parte abbiamo già visto, ma che riporto per chiarezza:

  1. il diametro dei T5 è di 16 mm, quello dei T8 è di 26 mm;
  2. l’attacco dei T8 è il G13, quello dei T5 è il G5;

    T5 T8
    T5 (sopra), T8 (sotto)
  3. i T8 possono avere alimentazione sia elettronica, sia ferromagnetica, i T5 solo elettronica;
  4. a parità di lunghezza, il T5 HO è leggermente più potente del T8 corrispondente (ad esempio, un T8 da 75 cm ha una potenza di 25 watt, un T5 da 75 cm ha una potenza di 30 watt).

È quindi evidente che, a parte gli attacchi diversi, la differenza sta nell’alimentazione e nella potenza.

In particolare, per quanto riguarda l’alimentazione, se i T8 sono già alimentati elettronicamente non c’è grande vantaggio a passare ai T5.

Per quanto riguarda la potenza, passare ai T5 per incrementarla può non essere molto significativo – come abbiamo visto, l’aumento è del 20% circa. Potrebbe essere più conveniente aggiungere un tubo (magari T5), rispetto alla sostituzione.
In alternativa, si può sostituire l’impianto con dei LED, ottenendo anche un discreto risparmio energetico, se si scelgono LED di buona qualità.

Per quanto riguarda l’efficienza, il risparmio dato dall’uso dell’alimentazione elettronica rispetto alla ferromagnetica è estremamente lento da recuperare, anche alla luce del costo dei ballast elettronici.
Per ottenere un risparmio rapido e tangibile, è più conveniente il passaggio ai LED, se spender meno in bolletta è l’obiettivo principale.

Meglio i LED o le fluorescenti per gli acquari?

Altrimenti detta domanda da un miliardo di dollari, questa è – a mio parere – la più difficile domanda che si possa fare a riguardo.

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Domande semplici (google.it)!

Ci vorrebbe un articolo dedicato, per dare una risposta esaustiva ed esauriente; tuttavia provo a tracciare i punti fondamentali della differenza.

In breve, una risposta sensata potrebbe essere che, se non ci sono esigenze particolari (acquari piuttosto spinti con le piante, esigenze particolari per acquari marini etc), i LED possono tranquillamente sostituire le fluorescenti.
Se i LED sono di buona qualità, si ha immediatamente un risparmio energetico, a parità di luce emessa, oltre a svincolarsi dai cambi delle lampade, avendo i LED – teoricamente – una vita utile molto più lunga dei neon e compagnia (vedi sotto).

Infatti, nonostante quanto si possa leggere in giro, i LED non sono forieri di invasioni algali (BBA, cianobatteri e quant’altro).
O, meglio, se queste alghe si sviluppano, i LED non ne sono la causa esclusiva. Molto probabilmente la causa è da ricercare in una non corretta gestione della fertilizzazione o in un‘instabilità dell’acquario e, più probabilmente, dal brusco passaggio da fluorescenti a LED.

Viceversa, per quanto riguarda gli acquari intensamente piantumati con piante esigenti (rosse etc), ad oggi le lampade fluorescenti sono quelle che garantiscono risultati migliori con il minimo sforzo. Infatti è possibile ottenere colori estremamente intensi già con delle lampade fluorescenti comuni (865 da illuminotecnica, per dire), mentre con i LED tali colori sono difficili da ottenere e, comunque, è raro riuscire ad ottenerli con soli LED bianchi.
Ad ogni modo, essendo la tecnologia LED in continua evoluzione, quanto qui detto può cambiare con buona probabilità.

Quando cambiare i neon e le altre lampade per acquario

Spesso si legge in giro che i neon e le altre lampade fluorescenti vadano cambiate a cadenza regolare, spesso ogni 6-8-12 mesi (dipende dalla fonte) e spesso viene detto che se non vengono sostituiti, al 6° mese e primo giorno avverranno le peggiori disgrazie in acquario.

Ciò non è necessariamente vero e bisogna prendere tali indicazioni con una certa elasticità.
In effetti, è vero che le lampade fluorescenti, con il tempo, perdono di efficienza (producono meno luce) e che lo spettro cambia leggermente, a causa dell’usura dei fosfori, tuttavia questo effetto è lento e graduale, non istantaneo al famoso 6° mese e primo giorno.

Sicuramente le lampade vanno cambiate quando si verificano uno o più di questi fenomeni:

  • Estremità del tubo fluorescente o PL o base della CFL molto annerite:Tubo fluorescente neon annerito
    Questo annerimento è causato dall’usura degli elettrodi alle estremità. Ogni volta che la lampada viene accesa, infatti, una piccola quantità del materiale dell’elettrodo viene consumata e si diffonde all’interno della lampada.

    Elettrodo consumato
    Elettrodo consumato (se è visibile il filamento, di che lampada si tratta?).
  • Luminosità visibilmente diminuita: se la luminosità appare visibilmente bassa, l’usura della lampada è piuttosto consistente. Da notare che una lampada usurata consuma come una lampada nuova, quindi si perde di efficienza.
  • Funzionamento a scarica a bagliore: il mercurio all’interno della lampada viene assorbito dal vetro e dai fosfori e perciò nella lampada non c’è più gas a sufficienza per mantenere l’arco completo. Si formano quindi i cosiddetti coni di Faraday, che appaiono come anelli luminosi che si spostano dalle estremità verso il centro del tubo.
    Faraday cones
  • Assorbimento totale del mercurio: se il mercurio viene completamente assorbito, la lampada emette una luce rossastra, data dal solo argon, usato come riempitivo inerte all’interno della lampada.

    CFL esausta
    CFL esausta che emette luce rossastra. Vale anche per PL e lineari.
  • Difficoltà o impossibilità di accensione: se la lampada richiede vari tentativi per accendersi o non si accende proprio e il ballast funziona.

Senza arrivare a queste usure estreme, per cui la sostituzione è pressoché obbligatoria (a meno di non lasciare l’acquario al buio), le lampade solitamente almeno un anno, anno e mezzo dovrebbero riuscire a farlo, con una buona efficienza. Questo è particolarmente vero per le lampade con accensione elettronica, che hanno un’alimentazione e un’accensione più controllate di quelle alimentate con ballast ferromagnetici.

Resta comunque l’invito a prendere con la dovuta elasticità questa regola: in un mio acquario ho un tubo vecchio più di 5 anni (T5, elettronico) che continua ancora a funzionare, senza causare invasioni algali, confusione nei pesci o altre amenità.

Riflettori per acquario

Le lampade fluorescenti emettono luce in tutte le direzioni e, per come sono fatti gli acquari, la luce emessa verso l’alto è sostanzialmente inutile e dunque sprecata.

È tuttavia possibile recuperare una parte di questa luce utilizzando degli appositi riflettori, che specchiano la luce emessa verso l’alto e la rimandano verso l’acqua.
I riflettori più comuni sono quelli per i tubi lineari: si tratta coperture riflettenti da agganciare sul tubo:

Riflettore T8
Riflettore installato su T8.

Spesso i riflettori hanno una forma parabolica, il che consente di indirizzare la luce perpendicolarmente all’acqua, in maniera molto più efficace di un riflettore tondo (ad esempio, un tubo tagliato a metà e ricoperto di materiale a specchio).

Proprietà riflettive parabola
Le proprietà geometriche della parabola fanno sì che la luce venga riflessa parallelamente (e perpendicolarmente all’acqua).

I riflettori consentono, quindi, di recuperare una parte della luce che andrebbe altrimenti persa. Indicativamente si può considerare un recupero del 25-30% della potenza luminosa (non sbilancerei verso recuperi piuttosto irrealistici, quali 100% e oltre, che talvolta si leggono in giro…).

Oltre ai riflettori, può essere una buona idea ricoprire l’interno del coperchio con materiali riflettenti (ad esempio, specchio adesivo, nastro adesivo d’alluminio o argentato… anche la carta stagnola da cucina va bene), così da recuperare anche una parte della luce riflessa dall’acqua, che i riflettori non sono capaci di recuperare.
(Tra l’altro, questa cosa va bene anche se si usano i LED).

Potenza effettiva o equivalente?

Spesso sulle confezioni delle lampade, specialmente quelle per illluminotecnica e, in particolare, le CFL, sono indicate due potenze: quella effettiva della lampada e quella equivalente. Quale bisogna considerare, per l’acquario?

Potenza equivalente CFL incandescenza
Esempio di indicazione di potenza equivalente

Poiché in acquariofilia si sono usate molto maggiormente le lampade fluorescenti, quando si indica una potenza, ci si riferisce a quella effettiva della lampada e non a quella equivalente. Infatti, quella equivalente è la potenza che dovrebbe avere una vecchia lampadina ad incandescenza (quelle col filamento, che scaldano e consumano un sacco) per produrre la stessa luce.
Prendendo la CFL nell’immagine qui sopra, questa ha una potenza effettiva di 20 watt ed emette una luce equivalente a quella che produrrebbe una lampadina ad incandescenza da 94 watt. Volendola usare per il nostro acquario, dobbiamo considerarla potente 20 watt.

Dimmerare i tubi fluorescenti o neon

La dimmerabilità di una lampada dipende dal ballast usato: essendo le fluorescenti sostanzialmente controllate in corrente è infatti possibile – in linea teorica – dimmerarle a piacere.
Tuttavia ci sono vari problemi:

  • dimmerare una lampada fluorescente ne accorcia la vita utile;
  • i ballast dimmerabili sono molto costosi e solitamente a controllo manuale; se sono a controllo automatico (temporizzatore), il costo aumenta ancora di più;
  • le lampade con il ballast integrato (CFL) non possono essere dimmerate, salvo specifica indicazione del produttore; inoltre le CFL dimmerabili sono più costose e hanno una vita utile minore.

Pertanto, a meno che non siate in possesso di un ballast dimmerabile, è impossibile dimmerare i tubi fluorescenti e le PL. Stessa cosa per le CFL, a meno di non prendere CFL dimmerabili.

Lampada non dimmerabile
Simbolo che identifica le lampade non dimmerabili.

Quindi è perentorio non mettere lampade non dimmerabili sotto dimmer, né cercare di dimmerare il ballast a monte. Il rischio di far danni è elevato – una CFL non dimmerabile potrebbe anche prendere fuoco, se si tenta di regolarne l’intensità luminosa!

Cosa fare in caso di rottura di una lampada fluorescente o neon?

Se dovesse rompersi una lampada, il rischio principale è quello dato dal mercurio in essa contenuto, oltre ai frammenti di vetro, ricoperti di fosfori.

È quindi importante procedere con attenzione.
È pur vero che, se la lampada è a norma, le quantità di mercurio presenti sono modeste (qualche microgrammo per lampada), tuttavia trattandosi di una sostanza molto tossica, è bene ridurre l’esposizione.

Se la lampada si è rotta fuori dall’acquario, è necessario arieggiare immediatamente la stanza e raccogliere i frammenti di vetro e metterli fuori dalla casa, in un contenitore sigillato, in attesa di smaltirli nella raccolta lampade. Se si usa un’aspirapolvere per aspirare i cocci, appena terminato l’uso, il sacco dell’aspirapolvere va messo fuori dalla casa e smaltito.
Questo perché il mercurio – liquido a temperatura ambiente – evapora lentamente. Se usassimo l’aspirapolvere in casa, senza cambiare sacchetto, continueremmo a diffonderlo nell’ambiente.

Se la lampada si è rotta in acquario, conviene innanzitutto rimuovere eventuali cocci, che possono essere pericolosi per i pesci. I cocci andranno poi smaltiti come abbiamo visto sopra, ovvero tenendoli all’esterno in attesa dello smaltimento.
Per sicurezza, si può inserire una dose di biocondizionatore in acquario, per chelare il mercurio presente (ad esempio, l’EDTA chela il mercurio).


 

Si conclude qui l’articolo sulle lampade fluorescenti, con la speranza di aver fatto un po’ d’ordine e chiarezza nell’argomento.
Se ci fossero dubbi e domande, non fatevi problemi a scrivere nel forum!

Buona illuminazione!

Crediti

Immagini
Foto ciabatta multipresa: By ​English Wikipedia user Firstfreddy, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5327987
Immagine quattro lampade a varia temperatura di colore: By Claudia Angerer – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48247113
Immagini spettri lampade per illuminotecnica: lighting.philips.com
Immagini vari spettri lampade per acquari: siti web dei produttori; i marchi citati sono dei rispettivi proprietari.
Tubo fluorescente sotto linee ad alta tensione: By BaronAlaric – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10698556
Assorbimento mercurio lampada fluorescente: By Zaereth – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57718034
CFL esausta: By Metroid1500 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58904775
Filamento rovinato: By Created by Deglr6328, uploaded by Superclemente – en.wikipedia.org, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4543448
Tubo fluorescente annerito: By Zaereth – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57718164
T5 e T8 (cropped): By Christian Taube, CC BY-SA 2.0 de, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=102772