Come divulgare forte!

Come diventare un maestro della divulgazione che Roberto Giacobbo scansati.

0
247

Così vorresti fare anche tu un sito di acquariofilia, dove puoi parlare dei tuoi pesciolini e di quanto sia bello avere acquari?
Non andare oltre: in 5 semplici mosse, ti faremo vedere come non costruire un eccezionale sito di acquariofilia!

Step 1 – La Linea Editoriale

Come sarà il tuo sito? Che linea seguirà?

Se vuoi mirare a un grosso giro, il consiglio da seguire è quello di puntare alla pancia dei lettori, quindi scrivere quello che i lettori vogliono sentirsi dire. Tutti amiamo sentirci dire quello che pensiamo, no?
Chiameremo questa cosa Linea Editoriale, per darle un nome altisonante.

Per esempio, per il tuo sito di acquari potresti:

  • parlare male di tutti i commercianti (tranne i tuoi sponsor), il cui scopo è solo quello di venderci costosi e inutili prodotti e pesci morenti non quarantenati;
  • parlare male di tutte le aziende del settore (tranne quelle sponsor), che pensano solo a bruciare le foreste e oliare gli ingranaggi del capitalismo;

  • parlare delle selezioni dei pesci più spinte: sono più colorati e attirano l’occhio (e quindi le visite al sito e le visualizzazioni sui social) – chissene se poi sono più deboli, incapaci di avere i comportamenti naturali o riprodursi;
  • abbassare il livello medio di qualità, così da non farti sembrare un professorone altezzoso lontano dal lettore – bisogna mirare alla pancia, non al cervello;
    • bonus per l’autostima: accontentandoti di far raggiungere risultati mediocri ti consente anche di poterti sentire superiore rispetto a chi legge.

Step 2 – Gli articoli

Per un sito come quello che vogliamo fare servono gli articoli, cioè i materiali che la gente vedrà quando cercherà su Google.

Dobbiamo quindi scrivere questi articoli. Come li scriviamo?

Ecco alcuni consigli che ti dò (non possiamo di certo dirteli tutti, altrimenti qua dobbiamo chiudere baracca, se gli allievi diventano più bravi dei maestri; poi ne risente la nostra autostima).

  • Wikipedia. Tanta Wikipedia.
  • Altri siti, “prendine ispirazione”.

Ho scritto “prendere ispirazione”, se hai capito “copiare”, la malizia è tua…

  • Possono sempre tornarti utili per polarizzare il lettore:
    1. Informazioni parziali
    2. Informazioni vere ma astratte dal contesto
    3. Ipotesi inventate
    4. Drammatizzazione (da fatti veri inventare conseguenze fantasiose)
    5. Dietrologia
  • Abusa del Cherry picking. Gli scienziati definiscono con questa dicitura la fallacia che descrive il fatto di scegliere fra un grande numero di dati o di eventi solo quelli che supportano la tesi. È un caso particolare del bias di conferma. Ovviamente devi dire solo quello che è a tuo favore, altrimenti sembri incerto e poco convincente.
  • Allarmismo. Alla gente fa sempre paura l’allarmismo, specie se mescolato con del sano complottismo. Ergo, attrai lettori. Più traffico per te. E, comunque, a pensare male, a volte si fa centro.
    Inventati qualcosa: chelanti e metalli pesanti nei vaccini e nei concimi, cianobatteri alieni, l’uomo non è mai andato nel Rio delle Amazzoni (è tutto un film), batteri competitori, horror vacui nelle vasche, Big Aquaristik, raggi LED distruttori.

  • Lavora direttamente da casa, dalla tua scrivania: non è necessario avere i pesci per parlarne, né tantomeno averli riprodotti o comunque tenuti con successo.

Step 3 – Immagini e altri dati

Per accompagnare lo scritto, sono utili immagini e altri elementi (video, tabelle, schemi). Se non puoi fare le foto ai pesci di cui stai parlando, magari perché non li hai o ti sono morti prima di riuscire a finire di scrivere l’articolo (succede, capisco benissimo), ti insegno un paio di trucchi per ovviare alla mancanza.

  1. Torna su Wikipedia e prendi le foto da lì. Tanto nessuno su Wikipedia si prenderà la briga di controllare se hai usato la loro immagine. Wikipedia rilascia generalmente con licenza Creative Commons che prevede la citazione dettagliata della fonte. Tutti lo fanno, quindi a Wikipedia andrà bene di certo.

Se Wikipedia non ha la foto che ti serve, non seguire questa sotto-guida:

  1. Vai su Google Immagini;
  2. Cerca l’immagine che ti serve;
  3. Taglia i watermark, ruota di qualche grado, cambia contrasto/saturazione dell’immagine;
  4. Pubblicala come tua e prenditi i meriti!

Step 4 – Collaboratori

Mandare avanti un sito da soli è un po’ pesante, quindi dovresti cercare altri sch… autori che ti aiutino a stendere materiali.

Fa’ scrivere loro gli articoli e, importantissimo, prima di pubblicarli cambia dove necessario in maniera da rispettare la Linea Editoriale (se non ricordi cos’è, torna allo Step 1).
Usa quanto detto allo Step 2 per avere un articolo interessante e che non complichi la tua vita di novello editore.

Nel caso particolare di una traduzione, ricorda sempre che vale la legge “traduttore=traditore”, quindi modifica senza tanti pensieri dove necessario, sempre per ottenere quanto ti ho spiegato agli Step 1 & 2.

Fondamentale: infila nei tuoi Termini di Servizio qualche codicillo che ti pari da qualsiasi pretesa da parte dei tuoi autori. Questa gente che pretende che i suoi articoli rimangano suoi e non vengano modificati… Inaccettabile.

Nel caso che qualche collaboratore si mettesse troppo a pensare, facendoti notare che inventare le cose non va troppo bene per un portale scientifico, ribadiscigli che ti riservi sempre il diritto di avere opinioni, anche sbagliate, pur di preservare la Linea Editoriale.
Se questo continua a rompere, bannalo e diffamalo senza diritto di replica. Tanto non si metterà mai a farti denuncia per una cosa così.

Step 5 – Pubblica

Bisogna rendere ora pubblici i tuoi materiali e comunicare al mondo la tua idea di acquariofilia!

Ti serve un nome per il sito; per il dominio basta che scegli un nome figo e facile da ricordare, tipo acquar.io.
Scherzone! acquar.io è già preso e indovina da chi.

Puoi allora ripiegare su un bel nome evocativo, come acquariofiliacomplottisvelati.it. In alternativa, c’è sempre l’inglese (che fa sempre figo, specialmente agli orecchi di un italiano), come easypeasylemonsqueezyaquarium.blog.

Quindi sgancia il malloppo all’hosting per il nome dominio e lo spazio web, installa qualcosa come WordPress (raccomando il tema TagDiv Newspaper, lo usano tutti ultimamente, LOL).
Inizia a creare gli articoli e spammali ovunque, specialmente nei gruppi dove è vietato mettere link a siti terzi.

Piazza annunci, specialmente quelli video a popup a schermo intero che non si possono chiudere. Profit.

Bonus Step – Aftermath

Dopo il lancio del tuo nuovo sito, ci saranno tipicamente due schieramenti rispetto al sito stesso.

Primo Schieramento

Il primo sarà di quelli che apprezzano i tuoi sforzi e ti difenderanno a prescindere.

Complimenti, hai fondato una nuova setta acquariofila!

Secondo Schieramento

D’altro canto, ci saranno sicuramente gli haters, ovvero quelli che odieranno serialmente il tuo sito a prescindere e, se tutto va bene, si limiteranno a parlar male di te in qualche gruppo privato o area staff.

Quello che ti consiglio è di fregartene:

Se però questo approccio zen (che personalmente amo molto) non funziona, ricorda che c’è sempre il ban hammer, qualora venisse qualcuno a romperti direttamente i cabbasisi.

 

To sum it up (che fighi gli anglicismi)

Che aspetti? Hai tutto per creare il tuo sito di successo!!!

Ci farebbe molto piacere se, dopo aver creato il tuo nuovo e figherrimo sito venissi a mostrarcelo nel forum, dove potremmo festeggiare il tuo successo grazie ai nostri suggerimenti.

Nel forum ti verrà comunicato come farci avere la mazzet… donazione per consentirci di proseguire nelle nostre guide serissime e altamente professionali.

Ci vediamo l’anno prossimo, stesso giorno e sempre all’una e quattro minuti.


Confessioni

Le GIF, come questa,

sono state rubbate a Tenor.com.

Ringrazio Veronica per i suggerimenti in memologia applicata.


Disclaimer:  Il presente articolo viene fornito così com’è e non come adeguato a uno scopo specifico.
Non si rispondono di eventuali problemi, spese, denunziequerele, cali di autostima o infrangimenti di effetti Dunning-Kruger in seguito all’applicazione di quanto spiegato nell’articolo stesso.

Diego Zennaro
Ho acquari in giro per casa da sempre, mi piace sperimentare, confrontare e, soprattutto, diffondere quello che ho trovato. Cerco sempre di comprendere i motivi per cui si fanno le cose e spero di trasmettere questo anche negli articoletti che scrivo :)Nel frattempo, provo a far diventare rossa qualche pianta e a cercarne sempre di nuove o particolari. Prima o poi riuscirò pure a posizionarle in maniera graziosa. Ultimamente i discus mi hanno un po' distratto da questa ricerca.