Allevare e riprodurre l’Artemia

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Fattori che influenzano la schiusa dell’artemia

Uova

Ho avuto risultati sostanzialmente uguali usando cisti dalla baia di San Francisco o dal Grande Lago Salato.
Tengo le uova in un contenitore sigillato, in frigorifero, e ne aggiungo circa una punta di cucchiaino (0.6 ml) in un paio di litri d’acqua salata.
Cominciando sempre con la stessa quantità di uova e la stessa acqua, posso misurare meglio l’efficacia della schiusa.
Ho notato che le colture avviate con più uova solitamente vanno bene per i primi uno o due giorni, ma non durano quasi mai 3-4 giorni.
Le uova che ho comprato nel 1990 e messo in congelatore si schiudono ancora dopo 27 anni.

Cibo

In natura, l’artemia si nutre di microalghe. Per l’allevamento, ho usato questi cibi: alga Spirulina, cibo per avannotti, lievito, tuorlo d’uovo sodo e crusca di riso.
Alimenti con molti lipidi (grassi) e proteine sono ottimi per i naupli. Il lievito è un alimento relativamente povero, poiché ha delle pareti cellulari di difficile digestione da parte dell’artemia [2].
Il cibo va inserito in particelle fini, non in pezzi grossi che inquinerebbero solo l’acqua: l’artemia è un organismo filtratore, dunque non può ingerire grossi pezzi.

Preparo un impasto con acqua e alga spirulina, usando un mortaio con pestello; tengo le tavolette secche in freezer e l’impasto in frigorifero. Quindi, quando serve, metto un po’ di impasto nei contenitori, tanto da dare una leggerissima tinta verde all’acqua.
Aggiungo una buona quantità di cibo nelle prime due settimane, soprattutto per avviare la coltura. I contenitori genereranno automaticamente nutrimento per l’artemia sotto forma di batteri e – se c’è luce – microalghe.

Luce

Ho avuto migliori rese dopo aver aggiunto illuminazione, in quantità simile a quella che uso nei miei acquari piantumati.

Allevamento di artemia
Ecosistema per l’allevamento di artemia. Le quattro bottiglie qui mostrate condividono una lampada a pinza (CFL da 23 watt a 6500 K) con un acquario vicino. La luce dall’alto stimola la crescita di microalghe benefiche. La circolazione dell’acqua nelle bottiglie aiuta le alghe ad avvicinarsi alla superficie dove la luce è maggiore.

Le bottiglie ricevono 12 ore di luce al giorno, dall’alto. Sebbene alcuni allevatori usino luce continua, non credo sia necessaria.
Uno studio recente [3] ha mostrato che non c’è grossa differenza nell’efficienza dell’allevamento usando fotoperiodi di 2, 12 o 24 ore.

Una buona illuminazione stimola la crescita di microalghe nei contenitori. Le microalghe non solo sono una naturale fonte di cibo per l’artemia, ma queste piccole fabbriche a fotosintesi consumano ammonio e CO2, mantenendo il pH elevato e producendo ossigeno.

Aerazione

L’aerazione dovrebbe essere delicata. L’artemia – come gli avannotti – morirà se deve combattere continuamente contro una corrente troppo forte.
Sebbene i naupli possano sopravvivere ad un’aerazione vigorosa, non è ideale.

Tengo l’aerazione bassa in maniera da avere la superficie dell’acqua praticamente ferma e non avere formazione di schiuma.
Le bolle vengono rilasciate circa ogni 30 secondi da un tubicino di vetro dal diametro di 5 millimetri, collegato ad un aeratore attraverso un tubo.

Temperatura

Le uova si schiudono nel giro di una notte a 26-29 °C, mentre a 18-24 °C possono servire 1-2 giorni. Mi chiedo quanti acquariofili abbiano gettato delle uova perfette quando non si sono schiuse nel giro di mezza giornata…
Con il mio metodo, la temperatura non importa, poiché non mi baso sulla schiusa notturna. Lascio ad ogni uovo il tempo necessario per schiudersi.

Acqua salata

Aggiungo 79 ml di sali per acquario o sale da cucina (NaCl) non iodato e 1.25 ml di bicarbonato di sodio in un contenitore da 3.8 litri, che poi riempio di acqua di rete.
Ho provato ad usare sale iodato, a volte, senza grossi problemi, ma sono tornata ad usare sale non iodato. Le istruzioni per la schiusa delle uova dalla Baia di San Francisco dicono esplicitamente di non usare sale iodato. In aggiunta, un esperto di malattie dei pesci [4] avverte dei rischi nell’utilizzo di sale iodato nel trattare le malattie dei pesci. Gli acquariofili dovrebbero anche evitare l’uso di sale da cucina contenente silicato di alluminio (NdT: additivo E554) come anti-agglomerante, che può essere tossico per l’artemia.

La densità risultante è di 1.020 grammi/cc e la salinità del 27‰ (per mille). Il bicarbonato di sodio assicura che il pH sia basico; aggiungo anche qualche guscio di ostrica per fornire un po’ di calcio.

Gli acquariofili con un’acqua di rete tenera (4 dGH o meno) potrebbero aver bisogno di usare sali appositi per acquario marino per preparare l’acqua. Questi sali automaticamente regolano il pH circa a 8.3 e contengono molti più minerali (potassio, magnesio, calcio…) del sale da cucina.
Per un periodo ho usato i sali ma ho visto che il sale da cucina funziona bene comunque. L’acqua dura e i gusci di ostrica probabilmente forniscono minerali a sufficienza.

L’artemia può essere schiusa con salinità dal 5 all’85‰ [5].
Salinità superiori a quella del mare, 35‰, sono state osservate diminuire sempre più le schiuse.
Un ricercatore [7] ha avuto schiuse e buona crescita con il 20‰; il mio 27‰ è solo un compromesso del tutto arbitrario.

Biocondizionatore

Dopo aver sciolto i sali, aggiungo un biocondizionatore che elimina i metalli pesanti, altrimenti le uova non si schiuderebbero nella mia acqua di rete, che contiene troppo zinco.
Gli acquariofili che ottengono continuamente bassi tassi di schiusa potrebbero provare ad usare un biocondizionatore.
Molti biocondizionatori contengono EDTA, che chela i metalli pesanti come rame, alluminio e zinco, rendendoli molto meno tossici per le uova e i naupli.

Contenitori

Aggiungo a delle comuni bottiglie da 2 litri un po’ di ghiaino per acquari con alcune conchiglie e gusci di ostrica per mantenere elevati i livelli di calcio.
Questi materiali, inoltre, aumentano la superficie su cui possono insediarsi i batteri, molti dei quali, come i batteri nitrificanti, vivono attaccati a delle superfici.
I materiali aggiunti non dovrebbero essere in strati spessi da creare zone anossiche nel fondo.

Raccolta

Sifono quanti naupli mi servono, quando mi servono. La luce li spinge a raggrupparsi in certe aree della bottiglia.
Per raccogliere un intero “lotto”, sifono fino in fondo, aspirando anche i sedimenti (un buon numero di naupli si aggrega sul fondo).

Raccolta artemia
Raccolta. Per raccogliere l’artemia, uso una brocca da due litri, un retino per artemia, un tubicino per aeratore e la gravità. Dopo il raccolto, filtro l’acqua per rimuovere i gusci d’uova e altri detriti. Non pulisco le bottiglie.

Dopo aver separato l’artemia con l’apposito setaccio e raccolto l’acqua in un contenitore, risciacquo i naupli con acqua di rubinetto, prima di metterli in una tazza con acqua dolce.
Da questa tazza, prelevo, con una pipetta, i naupli, che distribuisco nei vari acquari.
I gusci d’uovo sono relativamente inerti e non inquinano l’acquario, dunque non mi preoccupo troppo se qualche guscio rimane in mezzo ai naupli. (Mi fido nella capacità dei pesci di identificare un uovo da un invertebrato).

Prima di mettere l’artemia negli acquari, rimetto la bottiglia sotto aerazione; non lascio mai una bottiglia per troppo tempo senza aerazione poiché i batteri potrebbero morire.