L’acquario naturale secondo Diana Walstad

Come allestire un acquario naturale secondo Diana Walstad.

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Allestimento di un acquario naturale

L’allestimento di un acquario naturale è piuttosto semplice: sostanzialmente basta riempire l’acquario – non c’è molto altro da fare. La parte più delicata viene dopo.

Nel dettaglio, i passi sono i seguenti:

  1. Scegliere la posizione per l’acquario, su un supporto robusto e stabile. L’acquario può ricevere luce solare indiretta.
  2. Disporre uno strato di circa 2.5 cm di terriccio per vasi sul fondo, rimuovendo, se presenti, pezzi grossi o duri.
  3. Coprire lo strato di terriccio con uno strato di ghiaino dallo spessore di circa 2.5 cm oppure uno strato di sabbia da 1.5-2 cm al massimo.
  4. Versare delicatamente un po’ d’acqua, facendo attenzione a non smuovere il fondo o a mescolare i due strati. È possibile aiutarsi con un piatto o una mano, deviando il getto.
  5. Posizionare le piante.
  6. Riempire fino al livello desiderato, facendo sempre attenzione a non smuovere il fondo e le piante. Rimuovere eventuali particelle galleggianti di terriccio o foglie.
  7. Avviare il filtro (se presente) e posizionare una fonte luminosa adeguata sopra l’acquario. Vanno bene lampade fluorescenti (“neon”, CFL) o LED. Impostare un buon fotoperiodo (10-12 ore circa, fino a 14 ore al massimo).

Primo periodo dell’acquario naturale

Il primo periodo di un acquario allestito in questo modo è quello più critico. Infatti, proprio nelle prime settimane dopo l’avvio, abbiamo questi problemi, fonte di instabilità:

  • il fondo organico deve iniziare a decomporsi (mineralizzazione);
  • i batteri devono moltiplicarsi ed insediarsi, iniziando ad elaborare le sostanze presenti;
  • le piante devono adattarsi alle nuove condizioni dell’acquario e, in particolare, alla vita sommersa (se di coltivazione emersa);
  • le alghe sono prontissime ad invadere tutto.

In questo primo periodo è necessario, per aiutare la stabilizzazione, procedere con cambi d’acqua relativamente frequenti, in particolare per eliminare le sostanze rilasciate in colonna dal fondo organico.
Tali cambi d’acqua non rallentano la maturazione: poiché i batteri nitrificanti sono usualmente attaccati ad un supporto (fondo, foglie, pareti, materiali nel filtro), i cambi d’acqua non li toccano.

Boccia con gamberetti
Boccia NPT avviata da poco. (Foto: Diana Walstad)

Nel caso di sviluppo algale, è consigliabile diminuire leggermente l’intensità luminosa e aggiungere piante galleggianti, molto rapide nella crescita e molto forti nella competizione.

Dopo questo periodo di instabilità, se non si osservano particolari problemi (invasione di alghe, cattivi odori, acqua opaca, risultati dei test anomali) e le piante crescono bene, si può iniziare con il popolare l’acquario con i pesci, sempre inserendoli gradualmente per non sollecitare troppo l’equilibrio precario appena raggiunto.

Gestione e manutenzione di un acquario naturale

Di seguito vediamo i principali fattori per un buon funzionamento, nel lungo periodo dell’acquario naturale “alla Walstad”.

Sono indicazioni da prendere con una certa elasticità, poiché non tutti gli acquari e gli allestimenti sono uguali, tuttavia possono dare una buona idea di quanto va e non va fatto.

Cambi d’acqua

Sebbene la base per un acquario naturale sia proprio l’equilibrio fra pesci, piante e fondo, i cambi d’acqua diventano utili poiché inseriscono sali minerali e altri nutrienti necessari per le piante, oltre ad eliminare eventuali accumuli di sostanze non consumate.

Indicativamente, Diana Walstad dice di effettuare uno o due cambi del 20% circa ogni mese, anche se, per necessità, è arrivata a farne anche uno del 25-50% ogni 3-6 mesi.
L’entità e la frequenza dei cambi è lasciata alla sensibilità del singolo acquariofilo. In particolare, può essere utile fare un cambio d’acqua se le piante sembrano bloccate o i pesci danno segni di stress.

Non sono quindi necessari cambi d’acqua cospicui e frequenti, come un 50% o più ogni settimana, che risultano anzi dannosi, poiché vanno ad eliminare il carbonio organico dissolto (DOC), ovvero il carbonio risultante dalla decomposizione della materia organica. Questo carbonio dissolto – assieme alla CO2 naturalmente disciolta in acqua – è fondamentale per le piante, poiché non vi è erogazione artificiale di CO2 e il carbonio è spesso il fattore limitante, in questo allestimento.

Fertilizzazione

Un acquario naturale non va fertilizzato. Secondo l’autrice, infatti, le piante recuperano gli elementi nutritivi per loro essenziali dal terriccio, dall’acqua e dal mangime.

È bene ricordare, infatti, che vale la Legge del Minimo e, in un acquario naturale, il fattore limitante è quasi certamente il carbonio: inserire ulteriori concimi è inutile, se non dannoso.

Se le piante sono in difficoltà, è possibile inserire del mangime aggiuntivo, rispetto alla dose normale, facendo però attenzione a non eccedere. Nonostante la dose maggiore, non dovrebbe rimanere mangime in decomposizione sul fondo dell’acquario né si dovrebbe avere acqua opaca o puzzolente.

Pulizia

Sono da evitare le sifonature del fondo, poiché rimuovono la materia in decomposizione, che diventa nutrimento per le piante.

È invece bene rimuovere la patina superficiale, se si forma, poiché spesso ospita micobatteri dannosi.

Potature delle piante e pulizia del filtro (se presente) vanno fatte secondo necessità.
In particolare, per quanto riguarda le potature, è bene evitare di potare pesantemente e contemporaneamente tutte le piante. Meglio potarne solo alcune, a giro.

Trattamenti vari

Farmaci, antibiotici o alghicidi sono da evitare, per quanto possibile, poiché spesso vanno ad intaccare in maniera irreparabile le colonie batteriche, la microfauna e le piante presenti in acquario, responsabili dell’equilibrio del tutto.

I trattamenti con carboni attivi vanno fatti solo in caso di effettiva necessità, poiché questi rimuovono molti oligoelementi fondamentali per le piante e, soprattutto, il DOC, anch’esso fondamentale per le piante.

Un breve trattamento con sterilizzatore UV-C, invece, non pone alcun problema all’acquario naturale in sé.

L’acquario naturale nel lungo periodo

Nel lungo periodo, l’acquario naturale “alla Walstad” dovrebbe stabilizzarsi sempre di più e “andare avanti da solo”.

Acquario Walstad
Acquario naturale avviato da tempo. (Foto: Diana Walstad)

In particolare, dovremmo osservare questi fenomeni, se stiamo andando bene:

  • il pH dovrebbe stabilizzarsi attorno alla neutralità-leggera basicità (pH 7-7.5); non dovrebbe acidificarsi nel corso del tempo, grazie ai carbonati rilasciati dal terriccio;
  • non dovrebbero esserci nitriti misurabili e i nitrati dovrebbero essere bassi o nulli (se i nitrati invece salgono e sono alti, probabilmente stiamo mettendo troppo mangime e il carico organico è alto rispetto alle capacità delle piante);
  • la crescita delle piante dovrebbe essere non eccessiva ma costante; non ci dovrebbero essere momenti in cui le piante appaiono “bloccate”;
  • non dovrebbero esserci invasioni algali (qualche piccola alga è normale, purché limitata);
  • l’acquario non dovrebbe emanare cattivi odori;
  • non dovrebbe esserci eccessivo accumulo di melma nel fondo.

La durata di un NPT è piuttosto lunga, in quanto non vi è esaurimento degli elementi nutritivi. Infatti, il mangime e i cambi d’acqua reintegrano regolarmente quanto consumato dalle piante.

Cosa abbiamo imparato?

L’acquario naturale secondo Diana Walstad è una tipologia di allestimento a bassa manutenzione, che mira a raggiungere un buon equilibrio tra fondo, acqua, batteri, pesci e piante.

La gestione non è particolarmente complessa, anzi: seguendola, senza fare “mescolamenti” con altri tipi di gestione, i risultati sono pressoché garantiti.

È importante ricordare, però, che questo allestimento può non essere appropriato per alcune specie di pesci, ad esempio quelli che richiedono pH, durezze o conducibilità basse, come evidenziato dalla stessa Diana Walstad.

Per chi vuole provare una tipologia di allestimento naturale più avanzato, segnaliamo l’articolo, sempre della dottoressa Walstad, sull’avvio “all’asciutto” (DSM): Piccoli acquario con piante per gamberetti.


Nella pagina seguente, abbiamo posto alcune domande di approfondimento o chiarimento sugli acquari naturali a qualcuno che se ne intende.
Speriamo siano utili per comprendere meglio alcuni aspetti poco comuni degli acquari naturali “alla Walstad”.

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Diego Zennaro
Ho acquari in giro per casa da sempre, mi piace sperimentare, confrontare e, soprattutto, diffondere quello che ho trovato. Cerco sempre di comprendere i motivi per cui si fanno le cose e spero di trasmettere questo anche negli articoletti che scrivo :) Nel frattempo, provo a far diventare rossa qualche pianta e a cercarne sempre di nuove o particolari. Prima o poi riuscirò pure a posizionarle in maniera graziosa. Ultimamente i discus mi hanno un po' distratto da questa ricerca.