Taeniacara candidi

Scheda su Taeniacara candidi, con esperienza di allevamento e riproduzione.

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Taeniacara candidi è un piccolo ciclide del Sudamerica scoperto dal dottor George Sprague Myers nel 1935, il quale ha descritto per la prima volta anche Mikrogeophagus ramirezi e Paracheirodon innesi (Neon).

Un tempo conosciuta come Apistogramma weisei, la specie è stata separata nel nuovo genere Taeniacara, dove attualmente è l’unica specie descritta.

“Taeniacara” deriva dal latino taenia, che significa “banda” e dal greco kara, ossia “faccia“; questo nome è dovuto alla linea laterale molto pronunciata che va dagli occhi alla coda.
“Candidi”, invece, è una dedica ad E. Candidus che donò gli esemplari tipo per la descrizione della specie.

Distribuzione in natura

La specie proviene dal Brasile, dove la si può trovare principalmente nella zona centrale del sistema fluviale del Rio delle Amazzoni, tra i fiumi Rio Tapajós e Rio Negro.

Bacino del Rio delle Amazzon
Bacino del Rio delle Amazzoni con evidenziato l’areale di Taeniacara candidi.

Taeniacara candidi non abita, tuttavia, nel corso principale ma si trova più facilmente in rivoli o piccoli corsi d’acqua con profondità basse.

Spesso si pensa erroneamente che sia una specie di acque scure invece, sebbene provenga da un areale famoso per l’acqua nera, i ritrovamenti sono quasi unicamente in acqua limpida.
Questo spiega anche la livrea, la quale manca di colori sgargianti come il rosso, l’arancione o il blu intenso, tipici dei pesci provenienti da acque scure (si pensi, ad esempio, ai Cardinale – Paracheirodon axelrodi). Al contrario, la livrea di Taeniacara candidi presenta delicate tonalità azzurro/verdastre, visibili in acqua limpida, ma che scomparirebbero in acqua scura.

Ciò tuttavia non vuol dire che Taeniacara candidi sia una specie di acqua dura e basica: non vi è infatti una relazione univoca tra colore dell’acqua e valori chimico-fisici, anzi, le misurazioni in natura parlano di pH tra il 4.5 e il 5.5 con durezze sotto un punto (dGH/dKH).

Taeniacara candidi femmina.
Taeniacara candidi femmina.

Poiché nuotano in zone poco profonde, dove le temperature sono molto variabili, dai 23 ai 30 °C e oltre, sono pesci relativamente resistenti ai cambiamenti di temperatura.
Tendono comunque a prediligere le acque calde, sebbene il loro metabolismo acceleri e, alla lunga, risulti nocivo – raramente, infatti, in natura vivono più di un anno.

Descrizione e dimorfismo

Le dimensioni sono molto contenute, andiamo dai tre centimetri circa della femmina ai quattro/cinque del maschio: la differenza di taglia tra i sessi in proporzione è piuttosto rilevante.

Il maschio ha una coda molto più sviluppata e generalmente biforcuta, i colori sono più vivaci e vanno dall’arancio al rosso unito a riflessi azzurri.

Taeniacara candidi maschio.
Taeniacara candidi maschio (foto di Steven Chester).

La femmina, invece, ha una colorazione che tende maggiormente al blu (salvo in riproduzione), con una coda corta che in alcuni casi può avere una forma lanceolata.

Taeniacara candidi
Taeniacara candidi femmina (foto di Steven Chester).

Il maschio, al contrario della femmina, ha anche le pinne ventrali molto allungate e fini mentre la femmina le ha tozze.

Comportamenti tipici

Malgrado la taglia modesta, Taeniacara candidi è uno dei nani più aggressivi.

Solitamente vive in harem, con più femmine per ogni maschio.
Per questo motivo, in acquario, se viene inserita una sola coppia, è probabile che il maschio stressi la femmina fino a ucciderla.

In riproduzione, tuttavia, i ruoli si capovolgono: in questa specie, infatti, le cure parentali vengono effettuate dalla sola femmina ed è frequente che in questo periodo arrivi ad uccidere i conspecifici, ritenendoli una minaccia.
Nel video seguente, possiamo vedere una femmina sorvegliare le uova.

Non è tuttavia raro che, in caso di morte della femmina, gli avannotti vengano cresciuti dal padre anche se in natura, dopo aver fecondato le uova, non resta a disposizione della femmina, poiché va dalle altre per riprodursi nuovamente.
Questo tipo di comportamento è visibile solo in cattività.

Riproduzione

La riproduzione non è difficile da ottenere.
La difficoltà maggiore è gestire l’aggressività, infatti perfino i rituali di corteggiamento sono molto rozzi.
Il maschio non fa altro che stressare la femmina inseguendola e mordendola finché non è pronta a deporre e, appena ha formato le uova, la costringe a riprodursi.
La femmina assume quindi la consueta colorazione gialla e le pinne diventano rosso/violacee.

La deposizione avviene in cavità, come noci di cocco, anche se ho notato preferiscano utilizzare le insenature dei legni.

Taeniacara candidi con uova.
Taeniacara candidi con uova.

Le uova come nelle specie di Apistogramma schiudono dopo 48/72 ore e dopo un altro paio di giorni inizia il nuoto libero.
La prole è piccola ma numerosa e viene seguita dalla femmina in maniera molto protettiva per un paio di mesi; poi man mano diventa autonoma e lasciata vagare per la vasca da sola.

Taeniacara candidi con avannotti
Taeniacara candidi con avannotti (foto di Steven Chester).

Ho alimentato i piccoli esclusivamente con cibo vivo, come Artemia salina e Microworms.
Si possono utilizzare anche integratori come cibi in polvere per avannotti e cisti di Artemia decapsulate, tuttavia il vivo assicura risultati migliori.

Taeniacara candidi di tre mesi circa
Taeniacara candidi di tre mesi circa (foto di Steven Chester).

Il sesso dei nascituri è influenzato dalla temperatura ma, per quanto ho notato, tendono a nascere più femmine che maschi.

Alimentazione

Tra le specie di ciclidi nani che ho allevato, Taeniacara candidi è quella che ha meno bisogno di integrare la dieta con prodotti di origine vegetale.
È infatti prevalentemente predatrice di larve di insetto e piccoli crostacei, abitando in canali tra vegetazione palustre dove le prede sono sempre abbondanti. Nel video sottostante, si può vedere mentre si nutre di larve di zanzara.

Apprezzatissime sono le larve di zanzara e Chironomus. Grazie al loro metabolismo molto veloce ed ottimizzato non sembrano avere difficoltà a metabolizzare le prede più grasse: non ho infatti mai notato gonfiori o pesci che dessero segno di malnutrizione.

Viceversa tendono a soffrire molto la fame, essendo pesci infatti che mangiano poco ma spesso e che non si ingozzano.
Ho trovato molto utile allevare insieme a loro le Neocaridina davidi perché gli adulti non vengono predati ma le giovani sì – sono una fonte costante di cibo.

Caridina adulta.
Caridina adulta.

L’acquario per Taeniacara candidi

Dimensioni dell’acquario

Per quanto riguarda le dimensioni della vasca, quelle minime per una coppia sono di 60×40 centimetri di base.
Mi sento tuttavia di consigliare un 80×40 cm di base come misure ideali vista l’aggressività.

Se ricordate, qualche paragrafo sopra parlavo delle difficoltà nel tenere una sola coppia: non è comunque detto che l’harem sia esente da rischi.
In caso di harem, con minimo tre femmine per distribuire meglio l’aggressività, non scenderei sotto i 100/120 centimetri di lato lungo.
In passato, viste le dimensioni contenute di Taeniacara candidi, credevo fossero sufficienti vasche più piccole ma, dopo aver accumulato più esperienza, mi sento di consigliare acquari più ampi.

Taeniacara candidi

Allestimento per Taeniacara candidi

L’ideale come fondo è uno strato di sabbia chiara: anche se non sono legati al fondo come altri Geophagini, la sabbia è molto utile per la cura degli avannotti.
Un allestimento ricco di anfratti e piante aiuta molto gli esemplari a sfuggire dai loro partner e limita i danni della loro aggressività.

Come piante meglio usare specie facili, visto che dovranno sopportare durezze nulle e fertilizzazione assente. A tale scopo consiglio specie come Najas guadalupensis, Heteranthera zosterifolia ed Egeria najas. 

Può essere utile l’utilizzo di dither fish (pesci rassicuranti) come i Nannostomus sp., i Paracheirodon simulans o piccoli Hyphessobrycon sp. come gli H. amandae.
Un altro metodo di allevamento interessante potrebbe essere in una vasca grande (come un 120 cm di lato lungo), in harem, abbinata a Dicrossus maculatus o Dicrossus filamentosus e dither fish, come si vede nel video seguente.

Condizioni di allevamento

Come valori di stabulazione consiglio:

  • pH tra il 6.5 e il 5, un pH più basso viene ripagato con colori accentuati e pinne più lunghe;
  • durezze tra 0 e 3 dGH/dKH, seppur i pesci non sembrano risentire di durezze più elevate, la schiusa ne risente;
  • conducibilità elettrica sotto i 120 μS/cm – essendo un pesce che sporca poco e mangia principalmente vivo non è difficile tenere l’acqua pulita.

Tassonomia

DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdinePerciformes
FamigliaCichlidae
SottofamigliaGeophaginae
GenereTaeniacara
Speciecandidi

 


Crediti

La foto di copertina e alcune immagini dell’articolo ci sono state gentilmente date da Steven Chester, che ringraziamo.
Queste foto non possono essere utilizzate senza il permesso dell’autore.

Cartina geografica [modificata]: By Kmusser – Own work using Digital Chart of the World and GTOPO data., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4745680

Luca Collini
Appassionato principalmente di Ciclidi nani sudamericani. Ho particolarmente a cuore la diffusione di specie ancestrali e prediligo un allevamento che rispetti le condizioni naturali della specie. Credo inoltre nel rispetto e nella conservazione della natura e che l'acquariologia possa recitare un ruolo importante nella salvaguardia e nella sensibilizzazione a questa tematica.