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Neolamprologus brichardi, la principessa del Burundi

Esemplare adulto di Neolamprologus brichardi.

Neolamprologus brichardi è stato descritto da Max Fernand Leon Poll nel 1974. Precedentemente era conosciuto anche come Lamprologus brichardi, quindi, se nelle ricerche su di esso trovate fonti che fanno riferimento a questo nominativo, probabilmente riguardano la stessa specie. Il nome è attribuito in onore di Pierre Brichard, esploratore e ittiologo belga.

Viene conosciuto anche come la “principessa del Burundi” per via della sua notevole eleganza e in inglese viene spesso chiamato “Fairy cichlid” (letteralmente “ciclide fata”).

Le sue esigenze sono più semplici da soddisfare rispetto ad altre specie endemiche dello stesso lago. È la specie perfetta per chi vuole iniziare ad osservare i comportamenti dei pesci del Tanganica. Infatti, come vedremo, con poca difficoltà si riescono a ottenere risultati stupefacenti.

Il lago Tanganica

Neolamprologus brichardi è una specie endemica del lago Tanganica. Tale lago è uno dei più grandi dell’Africa orientale. Esso si trova tra gli stati della Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Zambia. È molto profondo, nella zona del bacino di Kipili, tocca la profondità di 1410 metri! [2]

Foto dallo spazio del lago Tanganica.

I suoi affluenti principali sono il fiume Ruzizi, che si immette nel lago attraverso due corsi d’acqua e un ampio delta, e il fiume Malagarasi, che sfocia nel lago nella zona a sud di Kigoma. [2] Il suo effluente principale è il fiume Lukuga. Nelle zone vicino gli immissari sono spesso presenti piante acquatiche.

Il lago è molto ricco di ossigeno, in superficie tocchiamo addirittura i 7.44 mg/L disciolti. La concentrazione scende lentamente a 4.7 mg/L attorno i 44 metri di profondità. Invece al di sotto dei 150 metri, il lago è anossico (da qui iniziano i fenomeni di denitrificazione [7]). I pesci che consideriamo abitano zone profonde più di 10 metri, fino ai 30 metri massimo.

La temperatura del lago scende a 23 °C andando molto in profondità (1400 m), dove rimane uniforme [2]. Mentre in superficie si rilevano temperature comprese tra i 23 °C e i 28 °C.

La sua particolare morfologia e le sue condizioni rendono la chimica dell’acqua parecchio complessa. Esso nelle zone poco profonde ha i valori dei nutrienti (quali fosfati e nitrati) bassissimi, mentre andando nella zona anossica (sotto i 150 metri), essi salgono. Le misurazioni degli ioni di ammoniaca riportano 0 moli fino a 156 metri, per poi iniziare a crescere. Lo stesso fenomeno accompagna altri nutrienti. Solo i nitrati sono più alti attorno i 70 metri, dove si registrano 0.6 mg/L come picco massimo. Tuttavia i valori medi alle profondità che ci interessano (10-30 m) non superano i 0.006 mg/L.

La sua diversa situazione chimico fisica delle acque, fa capire che il lago è “stratificato” termicamente. Mette inoltre in evidenza che le condizioni rimangono costanti sia durante l’anno, che durante anni diversi. Di nostro interesse c’è la variazione di temperatura: essa varia tra i 23 °C e i 28 °C durante l’anno. La parte del lago profonda non viene influenzata, ma quella più superficiale e di nostro interesse sì.

Habitat naturale di Neolamprologus brichardi

Neolamprologus brichardi occupa le zone poco profonde del lago, si trovano esemplari sia a nord sia a sud.

Le rocciate sommerse nel lago sono l’habitat ideale di questo ciclide. Le conformazioni rocciose offrono i ripari necessari alla specie, che vive e si nutre tra queste.

Descrizione di Neolamprologus brichardi

Il suo corpo è allungato, elegante, con le pinne appuntite. La pinna caudale è a lira. Le pinne pettorali hanno un leggero prolungamento, così come la dorsale. Ha gli occhi di colore blu, e un bordino interno giallo, con dietro una macchia marroncina, proprio prima dell’opercolo branchiale. Presenta dei riflessi blu e gialli, sempre sull’opercolo. Essi vengono anche usati per riconoscersi ma non hanno alcuna funzionalità nella scelta dei partner sessuali.

I disegni cambiano motivo in base alla zona di provenienza [1], tuttavia in ogni esemplare differiscono per qualcosa. Durante le sfide, aprono gli opercoli e raddrizzano le pinne, in quel momento la dorsale mostra tutta la sua imponenza. Anche in questo caso le sfumature gialle e blu non si fanno più intense. Le pinne terminano con scaglie molto bianche, mentre il corpo è colore avorio, tendente al bruno.
Le condizioni di luce in acquario potrebbero portare a notare eleganti riflessi sui bordi delle pinne, in quanto essendo bianchi, brillano anche sotto luce tenue. Essendo il loro corpo colore avorio, tendente al grigio, potrebbe mostrare colori irreali, a causa della luce. Per esempio sotto luci molto fredde, sembrerà blu o violaceo. Invece sotto luci a temperatura più calda, il colore sembrerà vicino al marroncino tenue.

Ogni scaglia finisce con una tonalità più scura. Le pinne hanno una riga di scaglie gialle, prima di terminare con delle scaglie completamente bianche, come menzionato sopra.

Ritaglio e zoom di una foto di un esemplare adulto, in cui possiamo notare i colori delle squame.

Gli esemplari hanno dei denti inferiori visibili. La bocca è leggermente più scura del resto del corpo.

Nella foto si notano i denti inferiori dell’esemplare.

È interessante notare come il colore del corpo sia caratteristico di ogni esemplare, infatti ci sono pesci più scuri, e altri molto chiari, quasi bianchi.

Gli esemplari adulti raggiungono circa i 13 cm. Spesso arrivano anche a 15 (pinne comprese).
La loro crescita è lenta e vivono una decina d’anni, spesso anche di più se tenuti adeguatamente.
All’acquisto saranno probabilmente lunghi 3 cm, i riflessi citati sopra li formano col tempo, da giovani hanno quasi esclusivamente la sola macchia gialla visibile. Il pattern blu-giallo, sopra le branchie, compare verso l’anno di vita. A circa 2 anni raggiungono le forme adulte, tuttavia sono già sessualmente maturi a circa 9 mesi. Queste tempistiche dipendono un po’ anche dalla temperatura a cui vengono tenuti.

Dimorfismo sessuale

È difficile attribuire un sesso agli esemplari. Purtroppo in questa specie il dimorfismo non è così evidente. Possiamo però aiutarci con qualche indizio:

Non ci sono altri segni evidenti, e i genitali non sono visibili mentre sono in acqua. Inoltre i punti precedenti sono solo indicativi e non è detto che si riescano a riconoscere grazie a questi ultimi.

Presunto esemplare femmina.

Comportamenti tipici

Riproduzione

Neolamprologus brichardi forma coppie fisse. In un acquario di solito c’è spazio per una sola coppia dominante. Depongono in anfratti, tra le rocce, nelle parti verticali nascoste e al riparo dai pericoli. Un esemplare può arrivare a deporre quasi un centinaio di uova, talvolta di più. Dopo la deposizione, passa qualche giorno prima che le uova si schiudano. La femmina sorveglia le larve prima e gli avannotti poi, tutto il tempo. Il maschio scaccia eventuali intrusi nella zona di riproduzione.

Avannotto di pochi giorni.

Gli avannotti hanno una crescita molto lenta rispetto altre specie. L’acquariofilo può alimentarli semplicemente col cibo che usa anche per gli adulti. Non è necessario alimentare con naupli di artemia o altro vivo di piccole dimensioni.
La coppia di N. brichardi diventerà esperta nel crescere gli avannotti, e anche alimentando pochissimo riuscirà a portare all’età adulta diversi piccoli. Si possono osservare comportamenti del tutto particolari in questo periodo, molto caratteristici della specie ed enormemente studiati in campo scientifico.

Un aiutante sorveglia gli avannotti.

I nuovi nati entreranno a far parte delle dinamiche coloniali, osservabili anche in acquario. A circa 6 mesi avranno una dimensione tale da renderli appetibili come candidati per aiutare i genitori alla cura delle nuove nidiate.

Questo esemplare ha circa 2 mesi, i genitori potranno ora pensare a una nuova deposizione, tuttavia gli ex-avannotti rimarranno sorvegliati.

Gli adulti sceglieranno i piccoli che considerano utili alla difesa della prole e scacceranno gli altri. Gli esclusi saranno costretti a lasciare la colonia. Il numero di cacciati è veramente esiguo, tuttavia si riconoscono subito, perché presentano evidenti segni di morsi.

Quando crescono si allontanano dal luogo della deposizione, soprattutto per cercare cibo.

In un acquario con una colonia sarà solo la coppia dominante a riprodursi, e lo farà spesso, in casi estremi anche ogni 14 giorni. Non avendo stagionalità come altre specie, ogni tanto si fermano qualche mese, per una “pausa dalla riproduzione”. Solitamente invece, si riproducono circa ogni 2 mesi, cioè appena la nidiata precedente ha una dimensione tale da essere considerata quasi indipendente. Quest’ultima rimarrà comunque nei pressi della nidiata precedente, per poi occupare la propria posizione in colonia qualche mese più tardi.

Esemplare di circa 9 mesi. Nonostante non sia già in età riproduttiva, in questo momento viene considerato adulto, e avrà un ruolo all’interno della colonia.

Comportamenti verso conspecifici e altri inquilini

Le dinamiche coloniali di questa specie sono di rimarcabile interesse. Essi riconoscono gli “aiutanti”, i “difensori” della colonia ma anche eventuali intrusi. E non dipende solo dalla specie o dall’aspetto generale, ma è stato dimostrato che riescono a riconoscersi anche singolarmente [11].

Due esemplari si stanno sfidando, estendendo le branchie. Se uno dei due non mostrerà sottomissione, ci sarà una lite per determinare l’esemplare dominante.

Gli esemplari non dominanti hanno convenienza ad aiutare la colonia a difendersi e a crescere, infatti essi verrebbero puniti nel caso non si comportassero correttamente nei confronti degli altri esemplari [12]. Dall’altra parte, la coppia dominante ha interesse ad avere aiutanti sia nella difesa del territorio, sia nella crescita e cura delle nidiate. Gli aiutanti crescono più lentamente rispetto i dominanti [10].

Un aiutante, si può osservare che nonostante l’età più che adulta, sia leggermente più piccolo rispetto i genitori. A sinistra, leggermente sfocato, un fratello ancora più piccolo ma anch’esso componente attiva della colonia.

N. brichardi è una specie molto aggressiva e inadatta ad abbinamenti con altre specie. Se il territorio della colonia è l’intera vasca, essi scacceranno tutti quelli che provano a nuotarci vicino.
In natura formano colonie molto, molto grandi (dall’ordine delle centinaia di esemplari, a salire) e la loro spiccata socialità permette loro di difendersi molto bene da eventuali invasori. In acquario possiamo osservare una miniatura di questa colonia e non passerà molto tempo prima che la vasca sia piena di principesse.

Foto ritratta dal lato corto della vasca, con la colonia di N. brichardi che nuota tranquillamente per la vasca.

Possiamo sicuramente osservare che ogni tanto qualche esemplare viene preso di mira. Ce ne accorgiamo perché da un giorno all’altro presenterà delle ferite, soprattutto attorno la bocca. Probabilmente avrà anche tutte le pinne sfrangiate.

Due esemplari si stanno sfidando; notare gli opercoli branchiali aperti.

Esse rientreranno da sole nel giro di qualche giorno; nel caso non dovesse succedere e l’esemplare venisse ripetutamente preso di mira, significa che è un escluso e non c’è spazio per lui.
Esemplari ridotti come nella foto seguente andrebbero rimossi il prima possibile. Personalmente mi è capitato una sola volta di arrivare a dover togliere l’esemplare ma non escludo che in futuro mi possa capitare ancora.

Esemplare scacciato dalla colonia, se arrivano a ridurre un esemplare così, esso dovrà essere rimosso.

All’inserimento in vasca, solitamente si parte con più esemplari, tra questi si potrebbero formare più coppie, soprattutto se la vasca è sufficientemente grande. Esse potrebbero riprodursi, non è un problema, dopo un po’ troveranno un equilibrio e, se gli spazi lo permettono, la colonia dominante accetterà gli altri e non li escluderà. Se invece dovesse attaccarli ripetutamente, sarebbe opportuno rimuoverli e tenere solo la coppia formata.

Un aiutante sempre attento agli avannotti. Degli studi hanno mostrato come questi esemplari potrebbero mangiare qualche avannotto. Tuttavia i genitori valutano il rapporto “salvati/mangiati” capire la convenienza a tenere un aiutante in colonia.

Consiglio di partire con circa 7 esemplari, per avere una buona probabilità di avere maschi e femmine. Attendere il formarsi della coppia, e rimuovere gli altri se la vasca non ha sufficiente spazio, oppure se vengono rifiutati come detto sopra.

La situazione in vasca dopo qualche tempo sarà più o meno questa: esemplari di età diverse che sorvegliano i nuovi nati.

L’acquario per Neolamprologus brichardi

Dimensioni dell’acquario

La vasca ideale per questi ciclidi è lunga almeno 100 cm, e larga almeno 50. La sua altezza non deve essere indifferente, anche se già 50 cm sono sufficienti. Se si ha la possibilità di avere vasche di dimensioni maggiori, l’allevamento si semplifica di molto.
Le dimensioni della vasca dipendono dalla grandezza della colonia: una vasca troppo piccola costringe l’acquariofilo a pescare e cedere esemplari molto più spesso. Una vasca grande elude questo problema, che si potrebbe presentare ma in modo molto più diradato. Per esempio, se si disponesse di una vasca da 150 cm almeno: sarebbe da preferire quest’ultima.

Il suo allevamento in vasche di dimensione minore a quelle indicate è possibile ma fortemente sconsigliato! Costringe l’acquariofilo a periodici sfoltimenti degli esemplari. Infatti una vasca troppo piccola potrebbe non dar abbastanza vie di fuga a un eventuale “cacciato” dalla colonia. Inoltre la crescita della colonia potrebbe essere troppo veloce rispetto le capacità della vasca e l’acquariofilo potrebbe aver problemi a mantenere una qualità dell’acqua alta a causa del sovraffollamento.

Ricordo che una colonia è formata da molti esemplari, non due adulti e qualche sub adulto di pochi mesi.

Spesso si consigliano anche in vasche molto più piccole, questo forse non inficia nella loro crescita o benessere, ma vi costringerà a tenere un numero esiguo di esemplari. Sfoltire la colonia per tenere solo la coppia adulta, più qualche sub adulto di massimo 9 mesi, non vi farà godere di tutti i comportamenti coloniali della specie.

Allestimento per Neolamprologus brichardi

L’habitat dei Neolamprologus brichardi è caratterizzato da ampie zone rocciose, ricche di anfratti. Vivono a una profondità tale per cui la luce ha una prevalenza della componente blu, probabilmente si sono anche adattati a vedere con questo tipo di luce, come evidenziato da alcuni studi su specie in condizioni simili [5].

Il nostro acquario dovrà quindi disporre di un po’ di rocce per ricreare un habitat simile. Suggerisco l’utilizzo di polistirene come protezione del fondo in vetro dell’acquario, prima di rocce e sabbia. Assicuriamoci inoltre che il peso dell’allestimento completo non sia un problema per il mobile e anche per il pavimento.

Le rocce vanno scelte di varie misure, prendendone poche di grosse, ma con una lunghezza attorno ai 30 cm (quindi abbastanza grandi). Poi ne serviranno altre di dimensioni più piccole. Se volete dare un effetto naturale alla rocciata, bisognerebbe di inserire rocce sempre più piccole. Per esempio partiamo da delle rocce molto grosse, che faranno da protagoniste e da base per la nostra disposizione, poi ne prendiamo altre grandi la metà, e altre ancora grandi la metà di queste ultime, via così fino ad arrivare alle dimensioni di piccoli sassi da pochi centimetri.
Non ci deve preoccupare il fatto che possano essere calcaree. Bisogna comunque assicurarsi che non abbiano venature metalliche. La rocciata dovrà essere di dimensioni tali da lasciare sufficiente spazio libero, infatti, nonostante i Neolamprologus brichardi stiano spesso tra le rocce, si nascondano tra esse e depongano tra vari anfratti, molto tempo lo passano anche a nuotare nei loro paraggi.

Appena nati, gli avannotti stanno nei pressi della tana, qui li vediamo nuotare vicino un accumulo di rocce. Poco dietro si trova il luogo della deposizione delle uova.

Il fondo dovrà essere sabbioso e la granulometria della sabbia deve essere molto fine. Il colore va bene quello che preferiamo ma consiglio di cercare una sabbia di un colore diverso dal bianco acceso. I ciclidi che ospiteremo scavano, quindi assicuriamoci di mettere sabbia a sufficienza. Io ne ho usati 25 kg per un acquario di 120×60 cm di base. La sabbia va messa dopo le rocce.
Se tra le sabbie da acquari non ne trovate di vostro gradimento, spesso i centri di vendita che dispongono di materiali edilizi vendono la sabbia edile. Questa esiste anche di granulometria molto fine e il costo è irrisorio. Insisto nel suggerirvi di lavarla molto molto bene, è più sporca delle corrispettive da acquario.

Nelle zone frequentate dai brichardi è raro trovare piante acquatiche, sia per la poca disponibilità di nutrienti, sia per le profondità. Tuttavia nel Lago esistono diverse piante, e se vogliamo aggiungerne qualcuna nel nostro acquario possiamo farlo. Esse ci aiuteranno a mantenere sotto controllo gli inquinanti, oltre che a far sentire un po’ più sicuri i pesci ospitati. Consiglio piante resistenti, come la Vallisneria spiralis. Vanno bene anche altri tipi di Vallisneria, tuttavia la spiralis si trova anche nel lago!

Le piante possono comunque essere un riparo alternativo per i nuovi nati, ma anche per i sub adulti.

Ci sono altre piante presenti in esso, la maggior parte non sono trovabili facilmente in commercio: quindi conviene provare con specie che si adattano alle condizioni particolari dell’acqua, come Egeria sp., Ceratophyllum spo Anubias sp..
In ogni caso nel nostro layout le piante dovranno essere solo un contorno o un dettaglio e non le protagoniste della scena.

La Vallisneria, per esempio, offre un buon riparo, è inoltre endemica del lago, e resistente ai valori dell’acqua del Tanganica.

Volendo imitare l’ambiente naturale della specie, dovremo scegliere delle luci molto fredde. Questo può essere ottenuto abbinando LED a luce bianca fredda (6000 K o oltre), con LED blu.
La luce deve essere sufficiente alla crescita delle alghe e delle piante, esse ci aiuteranno a tenere sotto controllo gli inquinanti, daranno un effetto naturale all’allestimento, e ospiteranno della micro-fauna che farà da integrazione alla dieta degli ospiti.
Consiglio dei LED con una buona resa cromatica, per poter godere al meglio dei riflessi dei pesci.

Neolamprologus che ha trovato cibo tra le alghe.

Una raccomandazione inusuale nelle schede dei pesci ma che sento utile in questo tipo di allestimento, è quello di utilizzare una centralina per effetti di alba e tramonto. Non per dare un tocco pacchiano all’acquario ma per accendere gradualmente i LED.
Oramai a poche decine di euro possiamo trovare centraline e LED dimmerabili (per esempio le strisce LED 12 V o 24 V). Accendere gradualmente l’impianto luci non spaventerà i pesci come un’accensione improvvisa.

Le alghe ospitano molta micro-fauna.

Se il filtro non genera una corrente abbastanza consistente, consiglio l’aggiunta di una pompa di movimento. Magari puntata verso la superficie per favorire lo scambio d’ossigeno. Il lago Tanganica non ha forti correnti, tuttavia ha delle dimensioni tali da avere un vero e proprio moto ondoso. Una pompa di movimento da circa 1000 L/h (dipende poi dalle dimensioni della vasca) aiuterà a creare quella corrente in più necessaria. Noterete che gli avannotti non avranno problemi a contrastarla e che già dalle prime settimane avranno pinne ben formate.

Questo è il mio acquario dove ospito la colonia di N. brichardi.

Parametri dell’acqua

L’acqua per Neolamprologus brichardi dovrà essere sufficientemente dura, povera di inquinanti. Non arriveremo mai a valori di nitrati e fosfati come quelli del lago, tuttavia cercheremo di tenerli più bassi possibile, meglio se non rilevabili dai test da acquario.

Nel lago i valori di calcio e magnesio si attestano attorno rispettivamente 17 mg/L e 43 mg/L [6]. Questo corrisponde a un valore di circa 13 dGH. L’alcalinità invece è abbastanza alta (17 dKH). Essa dovrà riuscire a mantenere un pH attorno al 9.0. La conducibilità si aggira attorno a 600 µS/cm, con un residuo fisso attorno ai 460 mg/L.

Spesso i N. brichardi vengono tenuti in acqua di rubinetto, senza particolari altre preoccupazioni. Nonostante sia una specie particolarmente resistente, non è consigliabile ignorare così i parametri dell’acqua. Infatti se tenuti a durezze troppo basse e pH non idonei, tenderanno ad avere pinne più corte, cresceranno anche leggermente meno. Se l’acqua di rubinetto non ha problemi e può essere utilizzata per il mantenimento di specie acquatiche, allora basterà aggiungere i sali necessari a raggiungere i valori indicati al paragrafo precedente. Sarebbe tuttavia utile discutere caso per caso e, se vi andrà di farlo, vi invito ad aprire un topic sul forum per vagliare le varie soluzioni!

Il mantenimento prevede piccoli cambi settimanali. A differenza di altre specie, N. brichardi mal sopporta cambi consistenti: consiglio di cambiare circa il 10% d’acqua a settimana. Tuttavia non è obbligatorio: se viene saltato qualche cambio basterà sostituire leggermente più acqua nel successivo.
Si noti che questi cambi non sono atti a ridurre nitrati e fosfati, che dovranno rimanere comunque molto bassi, serviranno piuttosto a mantenere costanti i valori di sali assimilati dai pesci tramite processi di osmoregolazione.

Dopo un cambio probabilmente si formeranno delle bolle di ossigeno. Un buon momento per fare qualche foto un po’ diversa dal solito.

Temperatura

Viste le premesse del paragrafo che tratta della descrizione del lago, la temperatura minima consigliata è 23 °C. Un riscaldatore impostato a 24 °C ci garantirà di non scendere troppo. Inoltre con il variare delle stagioni la temperatura si alzerà naturalmente senza spreco di energia. Dobbiamo fare attenzione a non superare i 30 °C per lunghi periodi, poiché non salutare per i nostri ospiti.

Alimentazione

Neolamprologus brichardi è una specie prevalentemente carnivora [9]. Essi si nutrono di crostacei e altri organismi che trovano cercando tra le rocce, ma anche zooplankton e altri organismi in acque più libere.
Durante le ricerche capita che mangino anche del detrito vegetale, tuttavia non è una loro fonte di nutrizione. Naupli, copepodi, ostracodi, zooplankton invece contribuiscono alla loro dieta nel lago [9].

Cibo congelato di vario tipo, krill, mysis, dafnie…

Sono allevati da molti anni in cattività e non avranno problemi ad accettare cibi secchi. Consiglio tuttavia di somministrare anche cibi congelati, per esempio krill, mysis e dafnie. Anche i chironomus o altri insetti (o larve) vengono accettati.
Il cibo secco deve essere di buona qualità. Io ho provato il Tropical soft line Africa carnivore e mi sono trovato molto bene. Ha una forma sufficientemente piccola ma non troppo. È facilmente sbriciolabile nel caso ci siano avannotti. Viene accettato volentieri dai miei esemplari. Ho provato inoltre il Dennerle Cichlid Carny, che ha una consistenza dura e secca, non è facilmente sbriciolabile, ma viene accettato. Una volta in acqua diventa morbido, e i pesci non hanno problemi a mangiarlo. Il Northfin Krill Gold è anch’esso molto gradito, tuttavia fatica ad affondare; ho notato che bagnandolo prima in un bicchiere affonda più facilmente.

Raramente vedrete un brichardi mangiare dalla superficie, tuttavia se qualcosa galleggia sicuramente prima o poi lo mangiano. Ve ne accorgerete dal piccolo tuffo che fanno. Infatti, a differenza di altri pesci, essi non sono affatto abituati a mangiare dalla superficie e li “spaventa” avvicinarsene. Sarebbe bene evitare i cibi galleggianti.

Se si dispone di cibo vivo, anch’esso è ben accetto. Fornire saltuariamente lombrichi, per esempio, non è una cattiva idea. Se si hanno lumache in vasca, esse verranno ogni tanto predate.

Scatti simili non sono per niente rari, Neolamprologus preferisce mangiare ciò che trova nella colonna d’acqua. Non disdegna però nemmeno ciò che si appoggia sul fondo.

Conclusioni

Neolamprologus brichardi è una specie che mi ha affascinato moltissimo. Viene etichettato come “semplice”, ma questo non significa poco interessante, anzi! Credo che abbia il rapporto comportamenti/impegno più alto tra le specie di pesci.
L’impegno per mantenerlo si limita a pochi accorgimenti, quali un’acqua pulita, dei valori consoni e un’alimentazione adeguata. I comportamenti con cui ci ringrazia invece sono fantastici, secondi a pochissimi altri pesci. Sicuramente staremo incantati davanti un acquario con N. brichardi, e a ragion veduta! È inoltre possibile creare degli allestimenti gradevoli alla vista, rendendo l’acquario molto bello, che attira l’occhio e sicuramente lascerà acquariofili e ospiti incantati.

Tassonomia

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Famiglia Cichlidae
Genere Neolamprologus
Specie brichardi

Fonti e Crediti

La foto del lago dallo spazio: By NASA – http://eol.jsc.nasa.gov/sseop/EFS/photoinfo.pl?PHOTO=STS51G-34-12, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26671324

Le altre fotografie sono di proprietà dell’autore dell’articolo e possono essere condivise solo previo suo esplicito consenso scritto.

Bibliografia

[1] Duftner, Nina & Sefc, Kristina & Koblmüller, Stephan & Salzburger, Walter & Taborsky, Michael & Sturmbauer, Christian. (2007). Parallel evolution of facial stripe patterns in the Neolamprologus brichardi/pulcher species complex endemic to Lake Tanganyika. Molecular phylogenetics and evolution.

[2] EDMOND, J. M., et al. Nutrient chemistry of the water column of Lake Tanganyika. Limnology and Oceanography, 1993, 38.4: 725-738.

[3] Lake Tanganyika, Wikipedia

[4] Neolamprologus brichardi, Wikipedia

[5] Carleton, K.L., Dalton, B.E., Escobar-Camacho, D., & Nandamuri, S.P. (2016). Proximate and ultimate causes of variable visual sensitivities: Insights from cichlid fish radiations. Genesis, 54 6, 299-325.

[6] Drs. J. F. Talling, Ida B. Talling. The Chemical Composition of African Lake Waters.

[7] Carsten J. Schubert, Edith Durisch‐Kaiser, Bernhard Wehrli, Bo Thamdrup, Phyllis Lam, Marcel M. M. Kuypers. Anaerobic ammonium oxidation in a tropical freshwater system (Lake Tanganyika).

[8] (per alcune descrizioni del lago e di alcuni valori) Lake Tanganyika. Sandy sedimentary bottom area in Ndole Bay. Zambia, Walter Vazquez 

[9] Mukwaya GASHAGAZA, Masta. (1988). Feeding Activity of a Tanganyikan Cichlid Fish Lamprologus brichardi. African Study Monographs. 9.

[10] Taborsky, Michael. (1984). Broodcare helpers in the cichlid fish Lamprologus brichardi: Their costs and benefits. Animal Behaviour. 32. 1236-1252. 

[11] HERT, Eva. Individual recognition of helpers by the breeders in the cichlid fish Lamprologus brichardi (Poll, 1974). Zeitschrift für Tierpsychologie, 1985, 68.4: 313-325.

[12] BERGMÜLLER, Ralph; TABORSKY, Michael. Experimental manipulation of helping in a cooperative breeder: helpers ‘pay to stay’by pre-emptive appeasement. Animal Behaviour, 2005, 69.1: 19-28.

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