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Microctenopoma ansorgii

Microctenopoma ansorgii è un piccolo anabantide africano conosciuto anche come “Ctenopoma Ornato” per via della sua livrea particolarmente appariscente.

È stato descritto da George Albert Boulenger nel 1912, il quale dedicò la specie a William John Ansorge, un ricercatore naturalistico molto attivo nel vecchio continente.

Microctenopoma, invece, deriva dal greco “mikros” significa piccolo (in comparazione al genere Ctenopoma); “ktenos” significa pettine mentre “poma” significa opercolo; il nome si riferisce al loro opercolo branchiale che ha degli speroni ben visibili negli esemplari adulti.

Area di distribuzione di Microctenopoma ansorgii

Questa specie è nativa del bacino fluviale del fiume Congo in Africa e la si trova sia nella Repubblica del Congo sia nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire); è stato trovata, infatti, nel Chiloango River nella parte centrale del fiume Congo.
È inoltre diffusa una popolazione locata “Malebo Pool” che è una zona paludosa nel tratto finale del fiume Congo.

Principali aree di diffusione di Microctenopoma ansorgii nel bacino del fiume Congo.

Questa specie predilige le zone paludose ad acqua ferma o le piane alluvionate rispetto ai corsi d’acqua principali. Grazie al loro labirinto possono, infatti, respirare agevolmente aria dall’atmosfera, riuscendo a vivere senza problemi in acqua stagnante e con bassa concentrazione d’ossigeno.

Vi sono report anche di altre popolazioni in Camerun ed in Madagascar ma probabilmente sono frutto di immissioni umane.

Questa specie è stata inserita nella Lista Rossa dell’IUCN al rischio minimo (LC – Least Concern) ma i pochi se non nulli dati a disposizione sul numero degli individui e del loro trend non consentono di stare tranquilli.

Aspetto e dimorfismo sessuale

Sebbene questa specie abbia numerose analogie con le specie di Ctenopoma, le quali hanno un aspetto simile alle foglie che sfruttano per mimetizzarsi, la loro morfologia è diversa e per certi versi più simile al genere Anabas in cui era stata originariamente inserita.

In questa foto si vedono chiaramente le due dentellature presenti negli individui adulti sugli opercoli branchiali da cui prende il nome il genere.

L’aspetto è affusolato con una lunghezza media di 6/7 cm; hanno sia la pinna anale sia la dorsale molto sviluppate, soprattutto nel maschio, e di un colore a bande arancio-nere che in fase di parata viene esteso a tutto il corpo, che normalmente è di color marrone.

Un maschio in livrea piena: si notano molto bene il pinnaggio contornato di bianco tipico dei maschi e la livrea arancio-nera.

Le femmine hanno delle dimensioni minori con un colore più tenue, soprattutto nel nero, che è molto sbiadito e trasparente. I maschi hanno pinne più estese, con bordi crestati come nelle femmine ma ornati di bianco.

Femmina di Microctenopoma ansorgii, si riconosce dalle pinne poco sviluppate. Le femmine spesso hanno l’addome più pronunciato rispetto ai maschi in giovane età, caratteristica che crescendo poi viene un po’ più camuffata.

Sono dunque pesci che hanno una colorazione molto variabile e che assumono i colori solo in determinate situazioni. In questo video possiamo vedere lo stesso esemplare della foto (lì in livrea piena) nella livrea spenta.

Comportamenti tipici di Microctenopoma ansorgii

Microctenopoma ansorgii è un anabantide molto schivo in vasca e tende a farsi vedere poco, preferendo nuotare tra la vegetazione fitta e rimanere nascosto nelle tane; se la vasca è ben allestita e si sente al sicuro, tuttavia, non risulta impossibile osservare i suoi comportamenti.

Erroneamente si pensa che vedere un pesce molto colorato voglia dire che sta bene, in verità con questa specie non è sempre detto e la livrea piena viene assunta anche in condizioni di enorme stress proprio in risposta allo stesso. Qui ad esempio vediamo una livrea molto accesa in questo giovane esemplare in una condizione di ovvio stress. Se i nostri pesci stanno costantemente in questa livrea forse c’è un problema di stress da risolvere!

Tende ad essere molto territoriale e aggressivo e, finché la gerarchia non è stabile, è frequente vedere inseguimenti e combattimenti cruenti. Una volta stabilita la struttura gerarchica è invece molto facile che i litigi diventino quasi nulli.
Sono partito con un gruppo di cinque esemplari, messi in un 200 litri a loro dedicato: dopo una iniziale fase caratterizzata da litigi continui, l’aggressività è diventata nulla e mi è stato possibile continuare ad allevarli in gruppo anche durante le riproduzioni.

Nel seguente video, in alto a sinistra possiamo notare, prestando un po’ di attenzione, un tipico segnale di dominanza di un maschio. Si vede in maniera molto rapida come l’esemplare, vedendo il conspecifico, avvicinandosi si metta in obliquo e mostri le bande marcate. In questo caso l’intruso accetta la gerarchia e si limita a fermarsi e tornare indietro a pinne chiuse.
Gli scontri non sono molto frequenti e la vasca solitamente ha la sue gerarchia ben definita.

Sono pesci che abbinano alla grande curiosità una grande diffidenza e bisogna avere pazienza perché prendano confidenza con la vasca, con noi e con i nuovi arredi.
Durante i primi tempi sarà facile vederli scappare appena vi affaccerete al vetro della vasca ma col tempo saranno loro a guardarvi incuriositi dal vetro frontale, studiando immobili i vostri movimenti.

Sono pesci molto curiosi che interagiscono tantissimo con l’ambiente circostante. Sono molto attenti ai movimenti in virtù soprattutto della loro natura da predatori.

In condizioni rilassate hanno uno stile di nuoto molto lento ed elegante e passano la giornata a cacciare sia gli insetti che si appoggiano sulla superficie della vasca sia la microfauna che si nasconde nel fondo.

Qui ad esempio vediamo studiare un esemplare di gasteropode prima di farsi distrarre dal telefono vicino al vetro.

Riproduzione

Come molti anabantidi questa specie depone in nidi di bolle.
Il maschio quando è maturo e ha una femmina anch’essa pronta inizia a costruire il suo nido di bolle tra la vegetazione.
Rispetto ai nidi dei Betta li ho trovati più piccoli; la fase di costruzione dura anche qualche giorno e il maschio in questo periodo difende la zona assumendo la livrea riproduttiva.

Un nido di bolle. Spesso viene fissato a piante galleggianti.

Successivamente, con un abbraccio tipico di molti anabantidi, il maschio e la femmina si avvolgono per inseminare le uova che poi vengono raccolte dal maschio e messe nel nido dove rimangono anche nella prima fase di vita dopo la chiusa.

Una foto dall’alto del corteggiamento, in cui vediamo il maschio portare la femmina in superficie, dove poi abbracciarsi fino a scendere a mezz’acqua e raccogliere le uova fecondate da mettere, infine, nel nido di bolle.

Le cure parentali non sono molto lunghe e appena i pesci sono in grado di nuotare vengono lasciati girare per la vasca; i genitori comunque non effettuano cannibalismo della prole.
Nella mia esperienza, li ho sempre lasciati in vasca principalmente per una materiale difficoltà nello spostarli ma sarebbe preferibile farli crescere in vasca a parte per avere nidate più corpose.

Temperatura e valori

È una specie molto adattabile e la principale problematica è trovare pesci che godano già di buona salute perché spesso si trovano esemplari di cattura denutriti e stressati.

Per dare un idea dei valori, li allevo in queste condizioni:

Uso quasi esclusivamente acqua osmotica; tramite l’uso di acidificanti naturali stabili, come gli estratti di foglie di quercia, riesco a portare il pH a livelli acidi costanti e senza sbalzi, mantenendo durezze minime.

Per ovvi motivi li allevo in acqua totalmente ferma e quindi sto molto attento alla qualità dell’acqua che, se inadeguata, comprometterebbe lo sviluppo di uova e larve.

Stagionalità

Utilizzo la temperatura per regolare il metabolismo: preferisco far passare loro un inverno un pelo più freddo per rallentarlo perché trovo salutare, nel lungo periodo, dare un fase di stacco in cui il pesce possa recuperare energie.

Escluso questo periodo, tendo ad allevarli con una temperatura tra i 24 e i 27 °C e non sembrano regolare le riproduzioni in base al cambio di condizioni chimico-fisiche ottenute coi cambi d’acqua o di temperatura.
Credo che appena la femmina abbia maturato le uova, procedano alla riproduzione senza che vi sia un fattore di stimolo vero e proprio.

Corteggiamento e abbraccio di Microctenopoma ansorgii (durante l’esposizione al Petsfestival).

Nella maggior parte dei pesci le riproduzioni avvengono ricreando avvenimenti che simulano l’arrivo della stagione riproduttiva come un cambio d’acqua per simulare la pioggia, un abbassamento della temperatura o il cambio dei paramentri chimico-fisici dell’acqua. Con questa specie, invece, non ho mai identificato un fattore che li stimoli: semplicemente quando sono pronti, a prescindere dalle condizioni ambientali, si riproducono.
Probabilmente, vista la maggiore longevità sono meno legati alle stagioni o forse nel mio acquario non si verificano condizioni così estreme da dargli una cadenza stagionale.

Allestimento per Microctenopoma ansorgii

Il substrato non ha molta importanza se sia sabbia o ghiaia, io ho usato una sabbia di natura silicea.

L’allestimento deve essere ricco di ripari per far sentire a loro agio i pesci; io utilizzo savu pod (dei portasemi di piante tropicali) e le classiche mezze noci di cocco.
Utilizzo inoltre foglie di quercia e legni per dare sostanza al layout; sono pesci che poco apprezzano ampi spazi vuoti.

Allestimento per Microctenopoma ansorgii: nella foto è appena allestito quindi con un po’ di torbidità e acqua ancora chiara ma si notano bene le caratteristiche che deve avere: fondo “sporco”, legni a mezz’acqua e molti nascondigli al suolo.

Come vegetazione si possono usare piante epifite che riescano a sopravvivere alla poca luce e ai valori molto acidi; inoltre uso molto le galleggianti come la Lemna o il photos in semi-emersione, che spesso viene usato come supporto per i nidi di bolle.

Li allevo in acqua molto ambrata e con poca luce ma non sembrano risentire di condizioni differenti.
Per abituarli al Petsfestival 2019, in cui li ho esposti, li ho ambientati per un paio di settimane in condizione di forte luce e acqua chiara e non hanno mostrato alcun disturbo; tuttavia mi sento di consigliare un allestimento più dark.

Il nostro allestimento per M. ansorgii al Petsfestival 2019.

In questo video si notano le capacità mimetiche e quanto l’allestimento sia fondamentale: la colorazione del corpo è identica al fondo e rende il pesce sicuro di uscire.
Un allestimento poco consono si tradurrebbe in pesci sempre nascosti, stressati e poco confidenti.

Alimentazione

Microctenopoma ansorgii è una specie micro-predatrice che si nutre prevalentemente di invertebrati sia terrestri sia acquatici. Non è inusuale vederli nutrirsi di insetti che si appoggiano allo specchio d’acqua o che volano nei pressi di esso: sono infatti abili saltatori.

Due maschi che mangiano insieme del cibo liofilizzato. Questi pesci hanno la fama di essere impossibili da alimentare, invece se vengono allevati nel modo giusto sono estremamente famelici e mangiano davvero di tutto. È comunque importante usare cibo vivo, surgelato ed un buon secco come integrazione.

Il vivo a mio avviso deve essere la parte fondamentale della loro dieta; oltre a dafnie, artemia e tubifex, somministro saltuariamente anche lombrichi.
Oltre al vivo anche il congelato e le scatolette in umido vanno bene per ampliare la gamma di cibo e sono tranquillamente accettate. Non hanno troppi problemi ad accettare anche il secco che galleggia, se ha un odore forte, tuttavia lo sconsiglio.
Sono pesci che mangiano tanto ma non serve alimentarle spesso; ricordano un po’ il genere Channa. Si abbuffano con foga mangiando fino a gonfiare in modo vistoso la pancia e poi ci mettono anche due giorni a riassorbirla. Bisogna quindi cercare di non sovralimentare i pesci, per evitare che diventino dei palloncini.

Bibliografia e Crediti

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