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Acquario wild

Allestimento di Ivan Mikolji

Cos’è un acquario wild? Seguiamo Ivan Mikolji, il quale ci spiega l’utilità ambientale ed educativa di questo tipo di allestimento. Ebbene sì, anche gli acquari possono insegnare e salvare qualcosa!

Come sempre, ringraziamo Ivan Mikolji per la sua attività a tutela degli ambienti naturali e per consentirci di proporre i suoi materiali in lingua italiana.

NdT: Nell’articolo si è scelta come traduzione di “wild” la locuzione “da campo”, perché sembra quella che meglio descrive il tipo di allestimento. Traduzioni quali “selvaggio” o “selvatico” non sono sembrate rendere bene l’idea, pur essendo l’acquario allestito con pesci e materiali provenienti dagli ambienti naturali.


Acquario wild o da campo

L’acquario wild o da campo, nell’hobby acquariofilo, è un tipo di allestimento che prevede la visita di un habitat naturale, come un lago, un fiume o un torrente. Quindi viene allestito in situ un acquario, temporaneamente, con lo scopo di ricreare l’ambiente naturale visto nei dintorni.
Per la creazione di un acquario wild si usano solo materiali e creature raccolte nell’habitat circostante; una volta completato l’allestimento, queste vengono riposizionate dove sono state prese.

Storia dell’acquario wild

Il primo acquario wild è stato creato nel 2011 nello stato di Amazonas, in Venezuela, dal venezuelano Ivan Mikolji, fotografo e artista audiovisivo.
L’allestimento dell’acquario è stato ripreso e quindi caricato su YouTube con il titolo “Wild Aquarium 1” e conta oltre cinque milioni di visualizzazioni a novembre 2017 [NdT: oltre sei milioni a gennaio 2019]. In questo video possiamo vedere esemplari selvatici di Apistogramma hongsloi e Nannostomus anduzei.

Ivan Mikolji ha, ad oggi (novembre 2017), caricato quattro video sugli acquari da campo nel suo canale YouTube e, di conseguenza, altri acquari da campo sono stati ricreati da altri appassionati.
Giorgi Khizanishvili (Georgia), ne ha allestito uno basato sul fiume Mejuda a Gori, in Georgia centrale; poi possiamo nominare, ad esempio, Enrico Guida in Italia, Paweł Vogelsinger in Polonia e Elena Mazurek in Russia.

Riflessioni sull’acquario wild

La chiave per discriminare un acquario di biotopo da un acquario wild può essere illustrata da questo esempio: un acquario “di biotopo” del fiume Cinaruco può essere allestito ovunque nel mondo; viceversa, un acquario “wild” può essere creato solo ed esclusivamente nei pressi del fiume Cinaruco.

Un acquario da campo ha un enorme potenziale come strumento educativo e la sua forza viene dal fatto che esso è allestito esattamente con quello che si può trovare nel corso d’acqua. Questo è utile per evidenziare cosa sia necessario fare per conservare l’habitat.
Allestire un acquario di questa tipologia permette alle popolazioni locali di conoscere quali specie vivano nei corsi d’acqua del luogo e la creazione di questi acquari aiuta anche tutte le persone del mondo, mostrando cosa ci sia in quel particolare ambiente e come tutti gli organismi coesistano.

Un esempio di tutto ciò: molte persone in tutto il mondo allevano i “ram” (Mikrogeophagus ramirezi) ma non tutte sanno che provengono dal bacino del fiume Orinoco. Ma molte di più ignorano come sia veramente il loro habitat, portando molti acquariofili a pensare che sia assolutamente necessario un acquario riccamente piantumato.
La realtà è piuttosto diversa: sebbene alcuni M. ramirezi in effetti provengano da zone ricche di vegetazione, altri vivono in aree sabbiose con foglie in decomposizione, prive del tutto di piante.

Allestire più di un acquario wild in un dato corso d’acqua non toglie nulla al secondo allestimento, poiché i sistemi acquatici sono complessi e sono solitamente presenti più di un biotopo, ognuno con differenti organismi.
In un fiume potremmo avere un’area rocciosa su una riva, mentre dall’altro lato potremmo avere fondo sabbioso. Alcune specie vivono bene in aree dove c’è molto movimento d’acqua, mentre altre preferiscono i punti dove c’è meno movimento, pur essendo lo stesso corso d’acqua.

Galleria fotografica e video


Articolo ed immagini: © Ivan Mikolji e rispettivi proprietari www.mikolji.com
Tutti i diritti sono riservati. L’articolo non può essere riprodotto, copiato, distribuito o usato senza l’esplicita autorizzazione scritta di Ivan Mikolji.

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